DEMOCRATICI

DEMOCRATICI VENETI

2010 - Giuseppe Bortolussi 29,08%.

2015 - Alessandra Moretti 22,74%.

2020 - Arturo Lorenzoni 15,72%.

REGIONE VENETO


Arturo Lorenzoni nel 2020 è stato lo sfidante di Luca Zaia e, tra tutti i candidati del centrosinistra da trent’anni a questa parte, è quello che ha preso meno voti: 1995 Ettore Bentsik 32,35%; 2000 Massimo Cacciari 38,22%; 2005 Massimo Carraro 42,35%; 2010 Giuseppe Bortolussi 29,08%; 2015 Alessandra Moretti 22,74%; 2020 Arturo Lorenzoni 15,72%.

CONSIGLIO REGIONALE

POSSIBILI CANDIDATI CONSIGLIO REGIONE VENETO

ALBERTO BOZZA
ALESSANDRA SPONDA
ALESSIO ALBERTINI
ANDREA GIRARDI
ANTONIO LELLA
BEATRICE VERZE
DAVID DI MICHELE
DIEGO RUZZA
ELISA LA PAGLIA
ENRICO CORSI
FILIPPO RIGO
FRANCESCO VALDEGAMBERI
JESSICA CUGINI
MARCO ANDREOLI
MATTEO PRESSI
MICHELE BERTUCCO
NIKO CORDIOLI
ORIETTA GAIULLI
STEFANO CASALI
STEFANO VALDEGAMBERI
TOMAS PICCININI
ZENON FALZI

REGIONE VENETO

ELENA DONAZZAN

ELENA DONAZZAN

Comincia da giovane la sua militanza politica nel Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), del quale qualche anno dopo diventa segretario provinciale di Vicenza.

Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini che porta allo scioglimento del MSI e la sua confluenza in Alleanza Nazionale (AN), con il quale alle elezioni amministrative di quell'anno si candida al consiglio provinciale di Vicenza, tra le sue liste a sostegno del candidato presidente di centro-destra Giuseppe Castaman, venendo eletta consigliera provinciale.

Alle elezioni regionali in Veneto del 2000 si candida tra le liste di AN, nella mozione del presidente uscente forzista Giancarlo Galan, risultando eletta nella circoscrizione di Vicenza in consiglio regionale del Veneto, dove ha fatto parte delle commissioni Agricoltura e Cultura.

Alle regionali venete del 2005 si ricandida tra le liste di Alleanza Nazionale, sempre a sostegno di Galan, venendo rieletta nella medesima circoscrizione consigliera regionale. Successivamente viene nominata assessore con deleghe all'istruzione, alla formazione, al lavoro, caccia, protezione civile, tutela del consumatore, sicurezza alimentare e servizi veterinari nella giunta regionale del Veneto presieduta da Galan.

Alle elezioni politiche del 2006 viene candidata alla Camera dei deputati, tra le liste di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Veneto 1 in quinta posizione, risultando eletta deputata grazie alla rinuncia di Adolfo Urso (che opta per l'elezione nella circoscrizione Veneto 2), ma il 28 aprile 2006 decide di rinunciare all'elezione, dimettendosi il giorno stesso e optando per il mantenimento del suo incarico regionale. Al suo posto viene proclamato come deputato Luca Bellotti.

A giugno 2019 aderisce a Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

L'8 gennaio 2021, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, Donazzan cantò Faccetta nera, suscitando aspre critiche e portando il centro-sinistra a chiedere le sue immediate dimissioni dal consiglio regionale veneto, nonché sollecitando un intervento della magistratura per apologia di fascismo.

Alle elezioni europee del 2024 si candida al Parlamento europeo, tra le liste di Fratelli d'Italia (FdI) nella circoscrizione Italia nord-orientale, venendo eletta europarlamentare; a seguito di ciò il 19 luglio 2024 si dimette da assessore regionale.

Il 23 luglio dello stesso anno, viene eletta fra i vicepresidenti della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo.

REGIONE VENETO

ELENA DONAZZAN

Elena Donazzan e la frattura con Luca Zaia

Il tema del fine vita, già di per sé polarizzante, ha acceso un acceso dibattito in piena campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Al centro di questa controversia si trovano due figure di spicco della politica veneta: il presidente della Regione Luca Zaia e l’europarlamentare di Fratelli d'Italia (FdI) Elena Donazzan. Recentemente, le dichiarazioni di Donazzan, che accusa Zaia di «speculare sulla sofferenza delle persone per fini elettorali», hanno fatto rumore e sollevato interrogativi su possibili scenari futuri, in particolare riguardo alla successione a Palazzo Balbi.

Un rapporto complesso

Il legame tra Donazzan e Zaia è sempre stato caratterizzato da un equilibrio delicato, fondato su un rispetto reciproco e su una condivisione di esperienze politiche. Entrambi hanno ricoperto ruoli di rilievo in Regione, con Donazzan che ha trascorso ben 14 anni al fianco di Zaia. Tuttavia, le loro ideologie divergono notevolmente: Donazzan rappresenta la destra sociale, mentre Zaia si distingue come una figura leghista atipica e progressista.

Le tensioni tra i due non sono una novità. Un episodio particolarmente emblematico è stato il dibattito scaturito da una canzone controversa cantata da Donazzan, che aveva portato Zaia a prendere le distanze. Recentemente, la questione del suicidio medicalmente assistito ha ulteriormente incrinato i rapporti, con Donazzan che ha risposto in modo diretto alle dichiarazioni di Zaia riguardo a un «regolamento» per uniformare le risposte delle Usl ai pazienti.

Strategia politica o emozione genuina?

Le parole di Donazzan hanno suscitato reazioni diverse, con molti che interpretano la sua critica come un chiaro segnale di posizionamento in vista di una possibile candidatura alla successione di Zaia. Tuttavia, alcuni dei suoi più fidati collaboratori sostengono che la sua reazione sia stata dettata più da un coinvolgimento emotivo rispetto a un calcolo politico. Donazzan stessa ha affermato di non avere alcun interesse a posizionamenti strumentali, evidenziando la sua sofferenza personale nel vedere il dolore di chi chiede un accompagnamento a una morte dignitosa.

D'altra parte, i sostenitori di Zaia hanno respinto le accuse di Donazzan, richiamando l’attenzione sul fatto che il presidente ha già chiarito la propria posizione sul fine vita nel suo libro del 2022, il che suggerirebbe una coerenza di intenti.

Un futuro incerto

Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, le dinamiche interne tra Fratelli d'Italia e Lega potrebbero subire ulteriori cambiamenti. La figura di Elena Donazzan emerge come una possibile alternativa a Zaia, ma il suo percorso sarà certamente influenzato dalle reazioni e dalle strategie politiche all'interno della coalizione. Il rispetto reciproco tra i due leader potrebbe essere messo a dura prova, mentre si avvicina il momento della verità per il futuro del governo regionale.

In conclusione, la frattura tra Donazzan e Zaia rappresenta non solo un conflitto personale, ma anche un riflesso delle tensioni ideologiche e strategiche che caratterizzano l'attuale panorama politico veneto. Resta da vedere come queste dinamiche si evolveranno nei prossimi mesi, in un contesto in cui il fine vita continua a essere un argomento di grande rilevanza e impatto.

PRESIDENTI

Elenchi dei Presidenti Eletti Direttamente

  1. Giancarlo Galan (1956-)

    • Forza Italia
    • Galan I
      • Coalizione: FI-AN-CCD
      • Incarico: 26 giugno 1995 - 6 giugno 2000 (VI Legislatura)
    • Galan II
      • Coalizione: FI-AN-CCD-CDU-LN
      • Incarico: 6 giugno 2000 - 9 maggio 2005 (VII Legislatura)
    • Galan III
      • Coalizione: FI-LN-AN-UDC-NPSI
      • Incarico: 9 maggio 2005 - 7 aprile 2010 (VIII Legislatura)
  2. Luca Zaia (1968-)

    • Lega Nord
    • Zaia I
      • Coalizione: PdL-LN
      • Incarico: 7 aprile 2010 - 15 giugno 2015 (IX Legislatura)
    • Zaia II
      • Coalizione: LN-FI-FdI
      • Incarico: 15 giugno 2015 - 15 ottobre 2020 (X Legislatura)
    • Zaia III
      • Coalizione: LSP-FdI-FI
      • Incarico: 15 ottobre 2020 - in carica (XI Legislatura)

Linea Temporale - Giancarlo Galan: - VI Legislatura: 1995 - 2000 - VII Legislatura: 2000 - 2005 - VIII Legislatura: 2005 - 2010 - Luca Zaia: - IX Legislatura: 2010 - 2015 - X Legislatura: 2015 - 2020 - XI Legislatura: 2020 - presente

REGIONE VENETO

PRESIDENTI

Presidenti Eletti dal Consiglio Regionale

  1. Angelo Tomelleri (1924-1985) - Democrazia Cristiana

    • Tomelleri I: 1º agosto 1970 - 21 luglio 1971
    • Tomelleri II: 22 luglio 1971 - 25 maggio 1972
    • Tomelleri III: 13 marzo 1973 - 29 ottobre 1975
    • Tomelleri IV: 30 ottobre 1975 - 7 luglio 1977
    • Tomelleri V: 8 luglio 1977 - 3 agosto 1980
  2. Piero Feltrin (1927-1982) - Democrazia Cristiana

    • Feltrin: 26 maggio 1972 - 12 marzo 1973
  3. Carlo Bernini (1936-2011) - Democrazia Cristiana

    • Bernini I: 4 agosto 1980 - 29 luglio 1985
    • Bernini II: 30 luglio 1985 - 8 agosto 1989
  4. Gianfranco Cremonese (1940-2018) - Democrazia Cristiana

    • Cremonese I: 9 agosto 1989 - 29 luglio 1990
    • Cremonese II: 31 luglio 1990 - 9 novembre 1992
  5. Franco Frigo (1950-) - Democrazia Cristiana

    • Frigo: 10 novembre 1992 - 10 maggio 1993
  6. Giuseppe Pupillo (1940-) - Partito Democratico della Sinistra

    • Pupillo: 11 maggio 1993 - 26 maggio 1994
  7. Aldo Bottin (1938-) - Partito Popolare Italiano

    • Bottin: 26 maggio 1994 - 25 giugno 1995

REGIONE VENETO

LUCA ZAIA

LUCA ZAIA

Luca Zaia, nato a Conegliano il 27 marzo 1968, è un politico italiano e attuale presidente della Regione Veneto, carica che ricopre dal 7 aprile 2010. Originario di Bibano, ha avuto diverse cariche, tra cui presidente della provincia di Treviso e vicepresidente della giunta regionale del Veneto. Ha anche servito come ministro delle politiche agricole nel governo Berlusconi IV.

La sua candidatura alle elezioni regionali del 2010, sostenuta dalla Lega Nord e altre liste, è stata approvata all'unanimità e ha portato alla sua elezione con oltre il 60% dei voti, rendendolo il presidente veneto più votato di sempre. Nel 2015 è stato riconfermato con il 50,08% dei voti e, nel 2020, ha ottenuto un impressionante 76,8%, diventando il presidente di regione con la percentuale di voti più alta nella storia d'Italia. Zaia è noto per il suo alto gradimento tra i cittadini, raggiungendo oltre il 60% nel 2012.

LUCA ZAIA

LUCA ZAIA

Luca Zaia (Conegliano, 27 marzo 1968) è un politico italiano, presidente della Regione Veneto dal 7 aprile 2010.

Originario di Bibano, frazione di Godega di Sant'Urbano, è stato presidente della provincia di Treviso dal 10 giugno 1998 al 19 aprile 2005, nonché vicepresidente della giunta regionale del Veneto dal 19 maggio 2005 al 5 giugno 2008, con deleghe al turismo, all'agricoltura, allo sviluppo montano e all'identità veneta, e dall'8 maggio 2008 al 16 aprile 2010 ha ricoperto l'incarico di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Berlusconi IV.

Il 19 dicembre 2009 venne ufficializzata la candidatura di Zaia alle elezioni regionali in Veneto del 2010 dalla direzione nazionale della Lega Nord riunitasi a Padova. La candidatura di Zaia fu votata all'unanimità ed è stata sostenuta dalle liste della Lega Nord, del Popolo della Libertà e da una terza lista comune tra Alleanza di Centro di Francesco Pionati, la Democrazia Cristiana e alcuni esponenti dell'Unione di Centro usciti dal partito di Pier Ferdinando Casini.

Il 29 marzo 2010 Zaia vinse le elezioni ottenendo più del 60% dei consensi, diventando così il decimo presidente del Veneto, nonché il più votato tra i candidati presidente in Italia. L'insediamento ufficiale a Palazzo Balbi si è tenuto il successivo 13 aprile.

In un'indagine di un istituto di ricerca relativa al secondo trimestre 2012, Zaia è risultato essere, tra i presidenti di regione, quello con il gradimento maggiore, con un indice stimato oltre il 60%.

Luca Zaia al raduno di Pontida assieme al segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni Il 1º giugno 2015 Zaia venne ricandidato alla presidenza del Veneto per un secondo mandato, sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Indipendenza Noi Veneto e Lista ZAIA e contro il suo ex compagno di partito Flavio Tosi (Fare!), Alessandra Moretti (Partito Democratico), Jacopo Berti (Movimento 5 Stelle), Laura Di Lucia Coletti (L'Altro Veneto. Ora Possiamo!) e Alessandro Morosin (Indipendenza Veneta). Alle elezioni venne riconfermato presidente con il 50,08% dei voti.

Cinque anni più tardi verrà ricandidato per la terza volta con il sostegno di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e le liste "Zaia Presidente" e "Veneta Autonomia" contro il candidato del centro-sinistra Arturo Lorenzoni, Enrico Cappelletti del Movimento 5 Stelle e altri. Alle elezioni verrà riconfermato Presidente con il 76,8% dei voti (risultando così il presidente di regione eletto direttamente con la più alta percentuale di voti nella storia d'Italia) e la sua lista personale prenderà il 44,6% staccando di gran lunga gli altri partiti della coalizione e gli avversari.