Elena Donazzan è nota soprattutto per le sue esternazioni nostalgiche relative al Ventennio, che ha accumulato nel tempo: da "Faccetta Nera" cantata in radio a "Boia chi molla" pubblicato sui social, senza contare una vasta collezione di altre uscite disponibili online. Le sue battaglie contro il gender e l'immigrazione sono altrettanto celebri. Tuttavia, sarebbe riduttivo limitare la sua figura a queste sole dimensioni. Donazzan ha trascorso ben 24 anni in Regione, di cui 19 come assessora all'Istruzione. "Conosce il funzionamento della macchina regionale meglio di chiunque altro e ha esplorato ogni angolo del territorio", affermano coloro che conoscono bene le dinamiche di Fratelli d'Italia in Veneto.
Alle ultime elezioni europee, Donazzan è stata la prima degli eletti nella circoscrizione Nord Est, ottenendo 63.000 preferenze, di cui 61.000 solo in Veneto. Questo testimonia il suo forte radicamento territoriale. A suo favore gioca anche il legame stretto con il ministro delle Imprese Adolfo Urso, originario del Veneto ma cresciuto tra Sicilia e Roma. Si era parlato di una possibile candidatura di Urso come governatore, ma questa possibilità sembra svanita, con i suoi sostenitori che affermano: "Non vuole interrompere il lavoro al ministero", mentre i critici sostengono che "non è abbastanza conosciuto in Veneto".
Tornando a Donazzan, la sua candidatura presenta almeno due punti deboli. Il primo è l'estremismo delle sue posizioni, che potrebbero essere utilizzate contro di lei in campagna elettorale e allontanare elettori più moderati. Il secondo è il suo rapporto non particolarmente favorevole con Giorgia Meloni. Molti all'interno di Fratelli d'Italia raccontano che le due non si sono mai trovate d'accordo, a causa dei loro caratteri forti che portano a conflitti. Se la premier decidesse di opporsi alla sua candidatura, il futuro politico dell'eurodeputata sarebbe compromesso ancor prima di iniziare.
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