GIANCARLO GALAN

REGIONE VENETO

Galan, l'ex Doge senza impero, chiede un vitalizio: "Vivo come un indigente"

«Sono un pensionato senza pensione», ironizza Giancarlo Galan, che ha governato il Veneto dal 1995 al 2010, fino allo scandalo Mose, uno dei più gravi nella storia recente della regione. Dopo 78 giorni di carcere e un accordo che ha portato a una condanna di due anni e mezzo di arresti domiciliari e una multa di 2,6 milioni di euro, si è trovato in una situazione disperata. Attualmente vive isolato sui Colli Berici, senza un conto corrente, senza pensione e senza mezzi. Risiede in una casa fornita dal fratello Alessandro, medico, che lo ha sempre supportato.

Ora Galan si rivolge al Consiglio regionale del Veneto per richiedere il recupero dei suoi assegni pensionistici, che nel corso degli anni sono stati versati al Fondo unico di garanzia di Equitalia, accumulando oltre 150 mila euro. «Questi soldi mi spettano – afferma – avendo lavorato per anni e versato i contributi». Galan chiede non solo gli arretrati, ma anche gli accrediti futuri, che dovrebbero ammontare a circa 1.300 euro netti al mese.

Il suo avvocato, Maurizio Paniz, ha già presentato un ricorso per ottenere quanto richiesto. Roberto Ciambetti, presidente dell'Aula veneta, ha confermato che si sta aspettando la notifica del ricorso e che nel frattempo continueranno i versamenti al fondo di garanzia.

Una situazione simile è quella di Renato Chisso, ex assessore alle Infrastrutture, che ha anch'egli fatto ricorso dopo aver patteggiato per corruzione e ha ottenuto la restituzione di 300 mila euro. Negli ultimi dieci anni, l'intero ammontare della pensione mensile di Galan è stato accreditato al fondo di garanzia, in base a una legge sui vitalizi ora modificata, che stabilisce un limite massimo di pignorabilità.

Oltre agli arretrati, Galan chiede che il Consiglio regionale accrediti i quattro quinti della sua pensione, limitando il pignoramento al restante quinto, come previsto dalla normativa. Tuttavia, c'è chi critica questa richiesta. «Galan è stato accusato di reati contro la pubblica amministrazione – commenta Erika Baldin, capogruppo del Movimento 5 Stelle – dargli un premio mi sembra eccessivo». Ma Galan risponde: «Di qualcosa dovrò pur vivere».

Nella sua attuale vita da eremita sui Colli Berici, Galan svolge lavori nel bosco, si occupa delle piante e legge. Recentemente, ha anche subito un incidente con una motosega, che ha comportato un'invalidità temporanea. Nonostante ciò, ha partecipato a eventi sociali, come una cena con amici di Forza Italia, ma ha dichiarato di aver chiuso con la politica, esprimendo il suo disgusto per quanto accaduto nel suo passato politico.

La sua vita, ora, è quella di un pensionato privo di pensione, dedicata alla natura e alla riabilitazione fisica, un "Doge senza impero".


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